Come offrire un’esperienza d’ascolto totalizzante, meditativa, intimista ma avvolgente, quasi spirituale e curativa? Alcuni artisti cercano un’esperienza simile sperando di poter regalare al pubblico emozioni forti e soprattutto sincere.

Un viaggio nel buio, come l’avventura “bambina” di correre ad occhi chiusi senza freni né paure: Sandro e Max hanno trovato in questa dimensione che sa di infinito la loro casa, dove trasportare il pubblico fra le emozioni più intime e vere.

L’avventura dei SUONI AL BUIO è iniziata nel 2012 nel salotto di una casa di Lugano, in Svizzera. L’idea nasce d’improvviso, quasi per scherzo, tra una chiacchiera e un bicchiere di vino. Due vecchi amici, Sandro Schneebeli e il suo amico Vito Robbiani, parlavano di esperienze e di ricordi. Vito s’illumina rievocando una cena nel famoso ristorante “Blinde Kuh” di Zurigo. Un ristorante al buio, condotto da persone non vedenti, in cui il semplice gustare un cucchiaio di minestra diventava a suo dire, esperienza pura e totale, dove gusto e olfatto si accentuavano ed ecco che estisteva solo quello. ” Ma Sandro, perché non organizzi concerti al buio?” aggiunge d’improvviso. Per Vito Robbiani uno scherzo, per Sandro l’illuminazione: dare una nuova dimensione alle sale concerti e teatri facendo vivere un’esperienza sensoriale unica al pubblico, senza distrazioni visive e nel buio più totale. Dove esiste solo la musica, con tutte le sue vibrazioni e tutti i suoi abbracci.

In un ambiente completamente buio, appositamente curato e preparato, suoni, rumori, profumi, voci e musica ti avvolgono e il trasporto emotivo diventa inevitabile.

Dopo aver collaborato per due anni con Bruno Bieri, musicista eclettico Svizzero tedesco, Sandro ha deciso di formare un nuovo duo insieme al multistrumentalista Max Pizio. Una collaborazione che ha portato il duo a oltre 250 concerti tra la Svizzera, Germania, India, Egitto e Svezia.

Il nuovo duo ha accordato tutti gli strumenti a 432 Hertz. La musica a 432 Hz ha un effetto rilassante e curativo. Apre il cuore.
La reazione dei media è sempre molto presente. Sia giornalisti che critici seguono regolarmente il progetto proprio per condividere un’idea unica e innovativa.  Che sia un teatro, una sala concerto o una galleria d’arte il buio è sempre quello, mentre acustica, riverberi e suoni cambiano ad ogni luogo. E così l’esperienza si trasforma ogni volta in qualcosa di unico e raro. Ad ogni concerto l’incontro tra il pubblico e i musicisti è vero e sincero. Qualche lacrima d’emozione scappa sempre. Per fortuna il tutto è sempre protetto dalla poca luce, luce che è dentro noi tutti e illumina l’anima non appena le vibrazioni della musica sfiorano le nostre corde.


 

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